The China Atlas

Visto per la Cina: chi ne ha bisogno e chi no

Gli italiani entrano senza visto per 30 giorni, ma non tutti i residenti in Italia. Cosa chiede la frontiera, e cosa succede il 1° gennaio 2027.

Sala partenze del Terminal 1 dell'aeroporto di Shanghai Pudong con viaggiatori sotto la copertura curva
Terminal 1 a Shanghai Pudong. Cinquanta nazionalità attraversano questa frontiera senza visto, e il passaporto italiano è fra queste.Aeroporto di Shanghai Pudong, Terminal 1, 2024-06-28. Foto: Wyanhache, CC BY-SA 4.0

I cittadini italiani entrano in Cina senza visto e possono restare 30 giorni. L'esenzione è a termine, scade alle 24:00 del 31 dicembre 2026, e segue il passaporto e non la residenza. Chi vive in Italia con un passaporto ucraino o marocchino non ne beneficia.

Ogni dato qui sotto indica l'avviso ufficiale da cui proviene, con la sua data.

Chi entra senza visto

L'esenzione unilaterale riguarda 50 paesi. L'ambasciata cinese pubblica l'elenco completo nelle sue domande frequenti sull'esenzione, aggiornate al 5 marzo 2026.

RegionePaesiFra cui
Europa35Italia, Svizzera, Regno Unito, Romania, Bulgaria, Croazia, Montenegro, Macedonia del Nord, Russia
Asia7Giappone, Corea del Sud, Brunei, Arabia Saudita, Oman, Kuwait, Bahrein
Americhe6Canada, Brasile, Argentina, Cile, Perù, Uruguay
Oceania2Australia, Nuova Zelanda

Serve un passaporto ordinario. I passaporti diplomatici e di servizio seguono regole diverse, mentre titoli di viaggio, passaporti temporanei e passaporti d'emergenza sono esclusi dall'esenzione.

I cittadini italiani

L'Italia è fra i 35 paesi europei dell'elenco. Trenta giorni per ogni ingresso, per turismo, affari, visita a parenti e amici, scambi e transito. Nessuna pratica preventiva, nessuna comunicazione all'ambasciata prima di partire.

Chi risiede in Italia con un altro passaporto

L'esenzione segue il passaporto, non l'indirizzo. Un permesso di soggiorno, una carta di soggiorno o vent'anni di residenza non cambiano nulla.

La differenza è netta e vale la pena conoscerla prima di comprare il biglietto:

PassaportoEsenzione di 30 giorni
Rumeno, bulgaro, croato, svizzero, montenegrino, macedone
Ucraino, serbo, albanese, moldavo, turcono
Marocchino, colombiano, statunitenseno

Chi non rientra nell'elenco deve richiedere il visto prima della partenza, presso il centro visti competente per la propria residenza.

Chi ha due cittadinanze scelga bene con quale passaporto entrare, perché è su quello che finisce il timbro d'ingresso e con quello dovrà uscire.

I paesi europei coperti, e quelli esclusi

I 35 paesi europei non coincidono con l'Unione. Romania, Bulgaria, Croazia, Montenegro e Macedonia del Nord ci sono; Ucraina, Serbia, Albania e Moldavia no. Anche la Turchia resta fuori.

Questa asimmetria spiega buona parte delle domande che circolano: due persone che vivono nella stessa città, con lo stesso permesso di soggiorno, hanno due situazioni diverse a seconda del passaporto.

Svizzera, Regno Unito e gli altri fuori dall'Unione

Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Andorra e Monaco sono nell'elenco pur non facendo parte dell'Unione europea. Il Regno Unito è stato aggiunto nel febbraio 2026, insieme al Canada, e compare nell'elenco ufficiale di marzo.

Se il passaporto non è nell'elenco

Resta il visto richiesto in anticipo presso un'ambasciata o un consolato cinese, del tipo corrispondente al motivo del viaggio. Il transito di 240 ore, di cui più avanti, copre alcune nazionalità escluse dall'esenzione, ma a una condizione che lo rende inadatto a un viaggio di andata e ritorno.

Tabellone delle partenze e banchi di accettazione nella sala del Terminal 2 di Shanghai Pudong
Sala partenze del Terminal 2. I 30 giorni finiscono con l'uscita dal paese, non con la data stampata sul biglietto di ritorno.Aeroporto di Shanghai Pudong, Terminal 2, 2023-07-20. Foto: Windmemories, CC BY-SA 4.0

I 30 giorni, contati con precisione

Quando comincia il conteggio

La durata si calcola dal giorno successivo all'ingresso e comprende 30 giorni solari. Il giorno di arrivo non conta. Il dettaglio sposta la partenza di un giorno rispetto al calcolo istintivo, a favore del viaggiatore, e viene dalle domande frequenti dell'ambasciata.

Giorni solari, non lavorativi. L'ora di arrivo è irrilevante.

Ingressi multipli senza limite

L'esenzione si può usare più volte. Allo stato attuale non c'è un tetto né al numero di ingressi né al totale dei giorni, e non è previsto un intervallo minimo fra due viaggi. Ogni ingresso apre un nuovo periodo di 30 giorni.

L'ambasciata accompagna l'informazione con una condizione: le attività svolte devono corrispondere al motivo dichiarato all'ingresso. Chi entra più volte a breve distanza si aspetti che glielo si chieda.

Se 30 giorni non bastano

Chi sa già di voler restare più a lungo richiede un visto prima di partire. Chi è già nel paese e ha un motivo fondato chiede un permesso di soggiorno all'ufficio immigrazione della polizia locale.

Restare e basta ricade nell'articolo 78 della legge sull'ingresso e l'uscita: ammonizione e, nei casi gravi, 500 yuan al giorno fino a un massimo di 10 000 yuan, oppure trattenimento da cinque a quindici giorni. Se un minore di sedici anni si trattiene irregolarmente perché chi ne risponde non ha adempiuto, la sanzione arriva fino a 1 000 yuan a carico di quest'ultimo.

Varchi automatici del controllo di frontiera cinese con l'insegna China Immigration Inspection
I varchi automatici del controllo di frontiera. È qui che si verifica se il motivo del viaggio rientra nell'esenzione.Aeroporto di Pechino-Daxing, 2019-10-23. Foto: N509FZ, CC BY-SA 4.0

Cosa serve alla frontiera

La validità del passaporto

Su questo punto moltissime guide riportano la stessa cosa, ed è sbagliata. Non servono sei mesi di validità residua. Le domande frequenti dell'ambasciata chiedono un passaporto ordinario valido per la durata del soggiorno previsto, che è un requisito molto più leggero.

Confondere le due cose può far rinviare un viaggio che era possibile. Le compagnie aeree, però, hanno condizioni di trasporto proprie che possono essere più severe della regola d'ingresso: vale la pena controllarle a parte.

I documenti di supporto

Lettera d'invito, biglietto di ritorno e prenotazione alberghiera sono consigliati, non obbligatori. L'ambasciata invita a portare documenti coerenti con il motivo dichiarato e si ferma lì.

L'ingresso è possibile da tutti i valichi aperti agli stranieri, via mare, via terra e via aria. L'esenzione non riguarda solo gli aeroporti, il che conta per chi arriva da Hong Kong, da Macao o da una frontiera terrestre. La partenza può avvenire da qualsiasi paese terzo: chi vola da Bangkok o da Dubai è coperto esattamente come chi parte da Milano.

La carta d'arrivo, gratuita e facoltativa online

Dal 20 novembre 2025 la carta d'arrivo si può compilare online prima della partenza. L'avviso ufficiale indica più strade: in anticipo sul portale dell'amministrazione per l'immigrazione, all'arrivo scansionando il codice QR o usando i totem, oppure su carta come prima.

Compilarla prima accorcia la coda. Non è una condizione d'ingresso e nessuno viene respinto perché non l'ha fatta. Sette categorie ne sono del tutto esentate, fra cui i titolari di carta di soggiorno permanente e chi è in transito diretto entro le 24 ore senza lasciare l'area dello scalo.

L'indirizzo ufficiale è s.nia.gov.cn/ArrivalCardFillingPC/. Chi la compila all'arrivo scansionando il codice QR ha bisogno di una connessione dati, e quali funzionano in Cina senza passaggi intermedi è spiegato sotto eSIM per la Cina.

I siti che la fanno pagare

Il 5 dicembre 2025 l'amministrazione per l'immigrazione ha pubblicato un avviso specifico: all'estero sono comparsi siti che si spacciano per la piattaforma ufficiale e fanno pagare la compilazione.

La carta è gratuita. Qualsiasi sito che chieda denaro non è quello ufficiale. È il punto in cui si perdono più soldi prima ancora di partire, e quasi nessuna guida lo dice.

La registrazione entro 24 ore

Questo obbligo non ha niente a che vedere con il visto e vale comunque. Sta nell'articolo 39 della legge sull'ingresso e l'uscita.

In albergo

Chi dorme in albergo non deve fare nulla. È la struttura a registrare l'ospite e a trasmettere i dati alla polizia locale, ed è per questo che il passaporto viene scansionato al check-in. Se l'albergo non adempie, la sanzione colpisce l'albergo e non l'ospite. Chi si sposta fra più città e dorme sempre in albergo non se ne occupa mai.

In casa privata

Chi non dorme in albergo, quindi da amici, in un appartamento affittato o in una casa vacanze, deve registrarsi all'ufficio immigrazione della polizia locale entro 24 ore dall'arrivo. L'obbligo ricade sull'ospite o su chi lo alloggia.

Servono il passaporto con il timbro d'ingresso e l'indirizzo; chi ospita porti un documento sull'alloggio. L'ufficio competente è quello del luogo in cui si dorme, non quello dell'aeroporto di arrivo. Chi si sposta in un'altra città e torna a dormire in privato si registra di nuovo lì.

Cosa l'esenzione non copre

Gli scopi coperti

Affari, turismo, visite a familiari e amici, scambi e transito. Viaggiare da soli o in gruppo organizzato non fa differenza. Competizioni sportive, congressi, fiere e viaggi di studio, campi estivi e invernali compresi, rientrano espressamente: una precisazione utile, perché nessuno di questi casi si legge chiaramente né come turismo né come affari.

Gli otto casi indicati dall'ambasciata

Il 16 febbraio 2026 l'ambasciata è stata più precisa e ha elencato i casi in cui l'ingresso senza visto viene regolarmente rifiutato:

  1. Imparare il kung fu, per esempio Meihuaquan o Tai Chi
  2. Frequentare corsi di lingua o di cultura
  3. Artisti per esibizioni commerciali
  4. Partecipare a registrazioni di programmi televisivi o online, escluse le competizioni sportive
  5. Riprese per film, serie, documentari e pubblicità
  6. Interviste, servizi giornalistici, riprese per il telegiornale
  7. Un tirocinio
  8. Incarichi di lavoro brevi, come insegnare o posare come modello

I primi due sono quelli che sorprendono di più. Un corso di lingua o un periodo di allenamento in una scuola di arti marziali somigliano a una vacanza e non lo sono. L'ambasciata precisa che l'elenco è indicativo e non esaustivo.

Il lavoro da remoto

Lavorare da remoto per un datore di lavoro fuori dalla Cina durante un soggiorno turistico non è trattato da nessuna parte per iscritto. Chi ci conta non si affidi a un'interpretazione che nessun avviso ufficiale conferma.

Scalo e transito

Il transito è un regime a parte, con condizioni proprie, riassunte dall'amministrazione per l'immigrazione in una scheda del 20 agosto 2026.

Transito di 24 oreTransito di 240 ore
Chitutte le nazionalità57 paesi, Italia compresa
Dovetutti i valichi aperti65 valichi designati in 24 province
Quanto24 ore10 giorni
Movimentosolo l'area delimitata dello scalole zone consentite
Bigliettoproseguimento confermato verso un paese terzoproseguimento confermato verso un paese terzo

Il transito di 24 ore

Vale in tutti i valichi aperti e per i cittadini di qualsiasi paese, con un documento di viaggio valido e un biglietto di proseguimento confermato verso un paese terzo, a condizione di non lasciare l'area delimitata. Per uscirne serve un permesso d'ingresso temporaneo rilasciato dalla polizia di frontiera.

Il transito di 240 ore

Dieci giorni, per i cittadini di 57 paesi. Molte guide parlano ancora di 55 paesi e 60 valichi: era la situazione di giugno 2025.

Perché il transito non sostituisce l'esenzione

La condizione che decide tutto è il biglietto di proseguimento verso un paese terzo. Un andata e ritorno da Roma o da Milano verso la Cina non la soddisfa.

Il transito non è una versione dell'esenzione: è un regime pensato per chi passa diretto altrove. Chi ha semplicemente uno scalo troverà la risposta completa, insieme alla questione dell'uscita dall'aeroporto, nella pagina dedicata allo scalo. Sarà la trappola del gennaio 2027, quando l'esenzione dei 30 giorni scadrà e qualcuno penserà di ripiegare lì.

Veduta notturna del Victoria Harbour con i grattacieli illuminati di Hong Kong Island e Kowloon
Victoria Harbour dal Peak. Hong Kong ha una frontiera propria e concede 90 giorni agli italiani, 14 agli ucraini.Victoria Peak, Hong Kong, 2019-06-11. Foto: Benh LIEU SONG, CC BY-SA 4.0

Hong Kong e Macao contano a parte

Entrambe le regioni amministrative speciali hanno un controllo di frontiera proprio. L'esenzione per la Cina continentale non vale lì, e viceversa.

Hong Kong

L'Immigration Department ammette gli italiani per 90 giorni. Le durate non sono uniformi: 90 giorni anche per rumeni e svizzeri, 30 per i marocchini, appena 14 per gli ucraini, 180 per i cittadini britannici.

Sono regole di Hong Kong, indipendenti dal regime continentale e non toccate dalla sua scadenza. Per chi risiede in Italia con un passaporto escluso dall'esenzione, la differenza è concreta: Hong Kong resta accessibile anche quando il continente non lo è.

Macao

Macao fissa le proprie condizioni in modo autonomo, sia rispetto al continente sia rispetto a Hong Kong. L'autorità competente sulla durata in vigore è il servizio migrazione della polizia di Macao, non le cifre riportate dai portali di confronto.

Per la pianificazione conta la struttura. Un salto da Zhuhai a Macao è un'uscita dal continente e il ritorno è un nuovo ingresso. Chi in una giornata va da Hong Kong a Macao e poi a Zhuhai attraversa due frontiere e passa tre controlli distinti.

Il rientro sul continente

Tornare dal continente dopo Hong Kong o Macao è un nuovo ingresso. Poiché l'esenzione si può usare più volte e non c'è un tetto né agli ingressi né ai giorni, si apre un nuovo periodo di 30 giorni, contato dal giorno successivo al rientro.

Cosa succede il 1° gennaio 2027

Cosa vale oggi, e fino a quando

L'esenzione vale fino alle 24:00 del 31 dicembre 2026. Per il periodo successivo non è stato annunciato nulla.

La scadenza non è la stessa per tutti i paesi, cosa che si legge di rado: per il Brunei l'esenzione non ha termine.

La cronologia, con l'avviso dietro ogni modifica

DataCosa è stato deciso
24 novembre 2023Esenzione di 15 giorni dal 1° dicembre 2023, per un anno
in seguitoLa durata sale a 30 giorni e l'elenco dei paesi si allarga
3 novembre 2025Proroga fino al 31 dicembre 2026, ore 24:00
10 novembre 2025Si aggiunge la Svezia
20 novembre 2025La carta d'arrivo si compila online
febbraio 2026Si aggiungono Regno Unito e Canada, l'elenco arriva a 50
20 maggio 2026La Russia è prorogata al 31 dicembre 2027
20 agosto 2026Il transito passa a 57 paesi e 65 valichi

L'unico precedente di quest'anno

Per la Russia l'esenzione valeva dal 15 settembre 2025 al 14 settembre 2026, una scadenza stretta quanto quella che aspetta tutti gli altri a fine anno.

Il 20 maggio 2026, quasi quattro mesi prima della scadenza, il ministero degli Esteri cinese ne ha annunciato la proroga, e non di un altro anno ma fino al 31 dicembre 2027.

Da questo non discende nulla sugli altri 48 paesi, e qui non si vuole farne discendere niente. Due cose si possono dire: decisioni di questo tipo arrivano qualche mese prima della scadenza, e l'orizzonte del 31 dicembre 2027 è già stato usato. Chi programma un viaggio per la primavera 2027 ha buone probabilità di sapere per tempo come stanno le cose, e non dovrebbe contarci.

Vale la pena aggiungere che le domande frequenti dell'ambasciata indicano ancora il 14 settembre 2026 per la Russia. Anche le pagine ufficiali restano indietro rispetto alle norme.

Domande frequenti

Serve il visto per la Cina agli italiani? No. I cittadini italiani con passaporto ordinario entrano senza visto e possono restare fino a 30 giorni per ogni ingresso. Il regime scade alle 24:00 del 31 dicembre 2026.

Chi risiede in Italia con passaporto rumeno ha bisogno del visto? No. La Romania è fra i 35 paesi europei dell'elenco, alle stesse condizioni dell'Italia.

E con passaporto ucraino o marocchino? Sì, in entrambi i casi serve il visto: né l'Ucraina né il Marocco sono nell'elenco. La residenza in Italia non cambia nulla, perché l'esenzione segue il passaporto.

Quanto si può restare in Cina senza visto? Trenta giorni solari per ogni ingresso, contati dal giorno successivo all'arrivo. Il giorno di arrivo non conta.

Quanto deve essere valido il passaporto? Per la durata del soggiorno previsto. Sei mesi di validità residua non sono richiesti per l'esenzione, per quanto molte guide lo ripetano. Titoli di viaggio, passaporti temporanei e d'emergenza sono esclusi.

Serve il visto per uno scalo in Cina? No. Restando nell'area delimitata dello scalo si può stare 24 ore. Oltre, il transito di 240 ore copre 57 paesi, ma richiede un biglietto di proseguimento verso un paese terzo.

Serve il visto per il transito in Cina? Vale la stessa risposta dello scalo. La condizione da guardare è la destinazione del biglietto successivo, che deve portare in un paese terzo e non riportare in Italia.

L'esenzione vale anche per Hong Kong e Macao? No. Entrambe hanno una frontiera propria. Hong Kong concede 90 giorni agli italiani, 30 ai marocchini e 14 agli ucraini; Macao fissa condizioni proprie.

Bisogna registrarsi presso la polizia? Solo se non si dorme in albergo. Gli alberghi registrano da sé. Chi alloggia in casa privata o in un appartamento affittato deve registrarsi alla polizia locale entro 24 ore dall'arrivo.

Cosa succede se si superano i 30 giorni? L'articolo 78 prevede ammonizione e, nei casi gravi, una multa di 500 yuan al giorno fino a 10 000 yuan, oppure trattenimento da cinque a quindici giorni. Chi ha un motivo fondato per restare chiede prima un permesso all'ufficio immigrazione della polizia locale.

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