Info pratiche · Ingresso e visti
Visto per la Cina: chi ne ha bisogno e chi no
Gli italiani entrano senza visto per 30 giorni; chi risiede in Italia con un altro passaporto, non sempre. Cosa chiede la frontiera e cosa si sa del 2027.
thechinaatlas.com/it/visto-cina

In questo articolo
I cittadini italiani entrano in Cina senza visto e possono restare 30 giorni per ogni ingresso, fino alle 24:00 del 31 dicembre 2026. Prima di partire non c’è nulla da chiedere: basta il passaporto ordinario.

Chi entra senza visto
L’esenzione unilaterale riguarda 50 paesi. L’ambasciata cinese pubblica l’elenco completo nelle sue domande frequenti sull’esenzione, aggiornate al 5 marzo 2026.
| Regione | Paesi | Fra cui |
|---|---|---|
| Europa | 35 | Italia, Svizzera, Regno Unito, Romania, Bulgaria, Croazia, Montenegro, Macedonia del Nord, Russia |
| Asia | 7 | Giappone, Corea del Sud, Brunei, Arabia Saudita, Oman, Kuwait, Bahrein |
| Americhe | 6 | Canada, Brasile, Argentina, Cile, Perù, Uruguay |
| Oceania | 2 | Australia, Nuova Zelanda |
Aggiornato:
Serve un passaporto ordinario. I passaporti diplomatici e di servizio seguono regole diverse, mentre titoli di viaggio, passaporti temporanei e passaporti d’emergenza sono esclusi dall’esenzione.
I cittadini italiani
L’Italia è fra i 35 paesi europei dell’elenco. Trenta giorni per ogni ingresso, per turismo, affari, visita a parenti e amici, scambi e transito. Nessuna pratica preventiva, nessuna comunicazione all’ambasciata prima di partire.
Chi risiede in Italia con un altro passaporto
L’esenzione segue il passaporto, non l’indirizzo. Un permesso di soggiorno, una carta di soggiorno o vent’anni di residenza non cambiano nulla.
La differenza è netta e vale la pena conoscerla prima di comprare il biglietto:
| Passaporto | Ingresso senza visto |
|---|---|
| Rumeno, bulgaro, croato, svizzero, montenegrino, macedone | sì, esenzione unilaterale: 30 giorni per ingresso |
| Serbo | sì, accordo bilaterale: 30 giorni dall’ingresso |
| Albanese, bosniaco | sì, accordo bilaterale: 90 giorni ogni 180 |
| Ucraino, moldavo, turco | no |
| Marocchino, colombiano, statunitense | no |
Aggiornato:
L’esenzione unilaterale non è l’unica via. La Cina ha anche accordi bilaterali di esenzione reciproca, ciascuno con la sua durata, elencati dal ministero degli Esteri cinese (elenco aggiornato al 29 maggio 2026). Per un passaporto serbo l’accordo è in vigore dal 15 gennaio 2017, per uno albanese dal 18 marzo 2023, per uno bosniaco dal 29 maggio 2018. Valgono per i soggiorni brevi: per studio o lavoro serve comunque un visto.
Chi non rientra in nessuno dei due casi deve richiedere il visto prima della partenza, presso il centro visti competente per la propria residenza.
Chi ha due cittadinanze scelga bene con quale passaporto entrare, perché è su quello che finisce il timbro d’ingresso e con quello dovrà uscire.
I paesi europei coperti, e quelli esclusi
I 35 paesi europei non coincidono con l’Unione. Romania, Bulgaria, Croazia, Montenegro e Macedonia del Nord ci sono; Ucraina, Serbia, Albania e Moldavia no. Ma l’assenza non ha lo stesso effetto per tutti: Serbia e Albania hanno un accordo bilaterale con la Cina, Ucraina e Moldavia no. Anche la Turchia resta fuori, senza accordo per i passaporti ordinari.
Questa asimmetria spiega buona parte delle domande che circolano: due persone che vivono nella stessa città, con lo stesso permesso di soggiorno, hanno due situazioni diverse a seconda del passaporto.
Svizzera, Regno Unito e gli altri fuori dall’Unione
Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Andorra e Monaco sono nell’elenco pur non facendo parte dell’Unione europea. Il Regno Unito è stato aggiunto nel febbraio 2026, insieme al Canada, e compare nell’elenco ufficiale di marzo.
Se il passaporto non è nell’elenco
Resta il visto richiesto in anticipo presso un’ambasciata o un consolato cinese, del tipo corrispondente al motivo del viaggio. Il transito di 240 ore, di cui più avanti, copre alcune nazionalità escluse dall’esenzione, ma a una condizione che lo rende inadatto a un viaggio di andata e ritorno.

Quanto si può restare?
La durata si calcola dal giorno successivo all’ingresso e comprende 30 giorni solari. Il giorno di arrivo non conta. Il dettaglio sposta la partenza di un giorno rispetto al calcolo istintivo, a favore del viaggiatore, e viene dalle domande frequenti dell’ambasciata. Un mese basta per tutti e tre i percorsi dell’itinerario in Cina, da dieci giorni a tre settimane.
Giorni solari, non lavorativi. L’ora di arrivo è irrilevante.
Ingressi multipli senza limite
L’esenzione si può usare più volte. Allo stato attuale non c’è un tetto né al numero di ingressi né al totale dei giorni, e non è previsto un intervallo minimo fra due viaggi. Ogni ingresso apre un nuovo periodo di 30 giorni.
L’ambasciata accompagna l’informazione con una condizione: le attività svolte devono corrispondere al motivo dichiarato all’ingresso. Chi entra più volte a breve distanza si aspetti che glielo si chieda.
Se 30 giorni non bastano
Chi sa già di voler restare più a lungo richiede un visto prima di partire. Chi è già nel paese e ha un motivo fondato chiede un permesso di soggiorno all’ufficio immigrazione della polizia locale.
Restare e basta ricade nell’articolo 78 della legge sull’ingresso e l’uscita: ammonizione e, nei casi gravi, 500 yuan al giorno fino a un massimo di 10 000 yuan, oppure trattenimento da cinque a quindici giorni. Se un minore di sedici anni si trattiene irregolarmente perché chi ne risponde non ha adempiuto, la sanzione arriva fino a 1 000 yuan a carico di quest’ultimo.

Cosa serve alla frontiera
La validità del passaporto
Su questo punto moltissime guide riportano la stessa cosa, ed è sbagliata. Non servono sei mesi di validità residua. Le domande frequenti dell’ambasciata chiedono un passaporto ordinario valido per la durata del soggiorno previsto, che è un requisito molto più leggero.
Confondere le due cose può far rinviare un viaggio che era possibile. Le compagnie aeree, però, hanno condizioni di trasporto proprie che possono essere più severe della regola d’ingresso: vale la pena controllarle a parte.
I documenti di supporto
Lettera d’invito, biglietto di ritorno e prenotazione alberghiera sono consigliati, non obbligatori. L’ambasciata invita a portare documenti coerenti con il motivo dichiarato e si ferma lì.
L’ingresso è possibile da tutti i valichi aperti agli stranieri, via mare, via terra e via aria. L’esenzione non riguarda solo gli aeroporti, il che conta per chi arriva da Hong Kong, da Macao o da una frontiera terrestre. La partenza può avvenire da qualsiasi paese terzo: chi vola da Bangkok o da Dubai è coperto esattamente come chi parte da Milano.
Dal 15 settembre 2026 è in vigore un decreto del Consiglio di Stato sull’ingresso e l’uscita, il decreto n. 841: chi presenta documenti falsi o fa dichiarazioni false alla frontiera può ricevere un divieto d’ingresso da uno a cinque anni, e i viaggiatori devono fornire documenti e dati elettronici se le autorità li chiedono.
La carta d’arrivo, gratuita e facoltativa online
Dal 20 novembre 2025 la carta d’arrivo si può compilare online prima della partenza. L’avviso ufficiale indica più strade: in anticipo sul portale dell’amministrazione per l’immigrazione, all’arrivo scansionando il codice QR o usando i totem, oppure su carta come prima.
Compilarla prima accorcia la coda. Non è una condizione d’ingresso. Sette categorie ne sono del tutto esentate, fra cui i titolari di carta di soggiorno permanente e chi è in transito diretto entro le 24 ore senza lasciare l’area dello scalo.
L’indirizzo ufficiale è s.nia.gov.cn/ArrivalCardFillingPC/. Chi la compila all’arrivo
scansionando il codice QR ha bisogno di una connessione dati, e quali funzionano in Cina
senza passaggi intermedi è spiegato sotto eSIM per la Cina. L’altra cosa da
preparare prima del volo è il pagamento con il telefono, spiegato in pagare in Cina.
I siti che la fanno pagare
Il 5 dicembre 2025 l’amministrazione per l’immigrazione ha pubblicato un avviso specifico: all’estero sono comparsi siti che si spacciano per la piattaforma ufficiale e fanno pagare la compilazione.
La carta è gratuita. Qualsiasi sito che chieda denaro non è quello ufficiale.
Bisogna registrarsi alla polizia?
Solo se non si dorme in albergo. La regola sta nell’articolo 39 della legge sull’ingresso e l’uscita e vale qualunque sia il visto.
In albergo
Chi dorme in albergo non deve fare nulla. È la struttura a registrare l’ospite e a trasmettere i dati alla polizia locale, ed è per questo che il passaporto viene scansionato al check-in. Se l’albergo non adempie, la sanzione colpisce l’albergo e non l’ospite. Chi si sposta fra più città e dorme sempre in albergo non se ne occupa mai.
In casa privata
Chi non dorme in albergo, quindi da amici, in un appartamento affittato o in una casa vacanze, deve registrarsi all’ufficio immigrazione della polizia locale entro 24 ore dall’arrivo. L’obbligo ricade sull’ospite o su chi lo alloggia. Dal 21 settembre 2026 si può fare online in tutto il paese, sul sito o sull’app 12367 dell’amministrazione dell’immigrazione o con i suoi mini-programmi su WeChat e Alipay, con lo stesso valore della registrazione in ufficio.
Servono il passaporto con il timbro d’ingresso e l’indirizzo; chi ospita porti un documento sull’alloggio. Se ci vai di persona, l’ufficio competente è quello del luogo in cui si dorme, non quello dell’aeroporto di arrivo. Chi si sposta in un’altra città e torna a dormire in privato si registra di nuovo lì.
Per quali viaggi vale l’esenzione
Affari, turismo, visite a familiari e amici, scambi e transito. Viaggiare da soli o in gruppo organizzato non fa differenza. Competizioni sportive, congressi, fiere e viaggi di studio, campi estivi e invernali compresi, rientrano espressamente: una precisazione utile, perché nessuno di questi casi si legge chiaramente né come turismo né come affari.
Il 16 febbraio 2026 l’ambasciata è stata più precisa e ha elencato i casi in cui l’ingresso senza visto viene regolarmente rifiutato:
- Imparare il kung fu, per esempio Meihuaquan o Tai Chi
- Frequentare corsi di lingua o di cultura
- Artisti per esibizioni commerciali
- Partecipare a registrazioni di programmi televisivi o online, escluse le competizioni sportive
- Riprese per film, serie, documentari e pubblicità
- Interviste, servizi giornalistici, riprese per il telegiornale
- Un tirocinio
- Incarichi di lavoro brevi, come insegnare o posare come modello
I primi due sono quelli che sorprendono di più. Un corso di lingua o un periodo di allenamento in una scuola di arti marziali somigliano a una vacanza e non lo sono. L’ambasciata precisa che l’elenco è indicativo e non esaustivo.
Lavorare da remoto per un datore di lavoro fuori dalla Cina durante un soggiorno turistico non è trattato da nessuna parte per iscritto. Chi ci conta non si affidi a un’interpretazione che nessun avviso ufficiale conferma.
Se si è solo di passaggio
Il transito è un regime a parte, con condizioni proprie, riassunte dall’amministrazione per l’immigrazione in una scheda del 20 agosto 2026.
| Transito di 24 ore | Transito di 240 ore | |
|---|---|---|
| Chi | tutte le nazionalità | 57 paesi, Italia compresa |
| Dove | tutti i valichi aperti | 65 valichi designati in 24 province |
| Quanto | 24 ore | 10 giorni |
| Movimento | solo l’area delimitata dello scalo | le zone consentite |
| Biglietto | proseguimento confermato verso un paese terzo | proseguimento confermato verso un paese terzo |
Aggiornato:
Il transito di 24 ore
Vale in tutti i valichi aperti e per i cittadini di qualsiasi paese, con un documento di viaggio valido e un biglietto di proseguimento confermato verso un paese terzo, a condizione di non lasciare l’area delimitata. Per uscirne serve un permesso d’ingresso temporaneo rilasciato dalla polizia di frontiera.
Il transito di 240 ore
Dieci giorni, per i cittadini di 57 paesi. L’elenco è arrivato a 55 paesi con l’Indonesia il 12 giugno 2025, i valichi sono passati da 60 a 65 il 5 novembre 2025, e un annuncio del 20 agosto 2026 ha aggiunto Kirghizistan e Vietnam. Dieci giorni bastano per vedere bene una città di scalo: l’essenziale è nelle guide di Pechino e di Shanghai.
Perché il transito non sostituisce l’esenzione
La condizione che decide tutto è il biglietto di proseguimento verso un paese terzo. Un andata e ritorno da Roma o da Milano verso la Cina non la soddisfa.
Il transito è un regime pensato per chi passa diretto altrove. Chi ha semplicemente uno scalo troverà la risposta completa, insieme alla questione dell’uscita dall’aeroporto, nella pagina dedicata allo scalo.

Hong Kong e Macao contano a parte
Entrambe le regioni amministrative speciali hanno un controllo di frontiera proprio. L’esenzione per la Cina continentale non vale lì, e viceversa.
Tornare sul continente dopo Hong Kong o Macao è un nuovo ingresso, anche con il treno ad alta velocità da West Kowloon descritto nella guida ai treni in Cina. Poiché l’esenzione si può usare più volte e non c’è un tetto né agli ingressi né ai giorni, si apre un nuovo periodo di 30 giorni, contato dal giorno successivo al rientro.
Hong Kong
L’Immigration Department ammette gli italiani per 90 giorni. Le durate non sono uniformi: 90 giorni anche per rumeni e svizzeri, 30 per i marocchini, appena 14 per gli ucraini, 180 per i cittadini britannici.
Sono regole di Hong Kong, indipendenti dal regime continentale e non toccate dalla sua scadenza. Per chi risiede in Italia con un passaporto escluso dall’esenzione, la differenza è concreta: Hong Kong resta accessibile anche quando il continente non lo è.
Macao
Macao fissa le proprie condizioni in modo autonomo, sia rispetto al continente sia rispetto a Hong Kong. La durata consentita la fissa il servizio migrazione della polizia di Macao, ed è sulle sue pagine che va verificata prima di partire.
Per la pianificazione conta la struttura. Un salto da Zhuhai a Macao è un’uscita dal continente e il ritorno è un nuovo ingresso. Chi in una giornata va da Hong Kong a Macao e poi a Zhuhai attraversa due frontiere e passa tre controlli distinti.
Se il visto serve
Il visto serve se il tuo passaporto non è nell’elenco, se resti più di 30 giorni o vai a lavorare o studiare, e dal 1° gennaio 2027 a tutti, se l’esenzione non viene prorogata.
Dove e come si chiede
In Italia i centri visti cinesi sono due, a Roma e a Milano: quello di Firenze ha chiuso il 21 giugno 2024. Dal 26 agosto 2024 il modulo si compila solo online, sul sito dei centri visti, con una foto di 48×33 mm su fondo bianco; poi si consegna il passaporto al centro. Per un visto turistico Roma chiede il biglietto di andata e ritorno e la prenotazione dell’albergo, oppure una lettera d’invito; chi non è cittadino dell’Unione allega il permesso di soggiorno. Fino al 31 dicembre 2026 i visti di breve durata, fino a 180 giorni, sono esenti dalle impronte digitali.
Quanto costa e quanto tempo ci vuole
Per i cittadini dell’area Schengen il visto costa 45 euro fino al 31 dicembre 2026, una riduzione prorogata dall’ambasciata. Con la tariffa di servizio del centro si arriva a 112,10 euro con la procedura ordinaria, in 4 giorni lavorativi, a 157,50 euro con l’espressa, in 3, e a 179,70 euro con l’urgente, in 2. Per altre nazionalità il costo del visto cambia.
I tipi di visto
Il visto L è quello turistico, l’M serve per gli affari, l’F per scambi e visite, lo Z per lavorare, l’X per studiare. I visti Q riguardano i familiari di cittadini cinesi, gli S quelli di stranieri che vivono in Cina, il G il transito. Un visto all’arrivo esiste solo per casi urgenti, ai valichi autorizzati, e non sostituisce quello chiesto prima di partire.
Cosa succede dopo il 31 dicembre 2026?
L’esenzione vale fino alle 24:00 del 31 dicembre 2026. Per il periodo successivo, al 4 novembre 2026, non è stato annunciato nulla.
La scadenza non è la stessa per tutti i paesi: per il Brunei l’esenzione non ha termine.
La cronologia, con l’avviso dietro ogni modifica
| Data | Cosa è stato deciso |
|---|---|
| 24 novembre 2023 | Esenzione di 15 giorni dal 1° dicembre 2023, per un anno |
| 30 novembre 2024 | La durata sale da 15 a 30 giorni e si aggiungono nove paesi |
| 3 novembre 2025 | Proroga fino al 31 dicembre 2026, ore 24:00 |
| 5 novembre 2025 | Il transito passa da 60 a 65 valichi |
| 10 novembre 2025 | Si aggiunge la Svezia |
| 20 novembre 2025 | La carta d’arrivo si compila online |
| 17 febbraio 2026 | Si aggiungono Regno Unito e Canada, l’elenco arriva a 50 |
| 20 maggio 2026 | La Russia è prorogata al 31 dicembre 2027 |
| 20 agosto 2026 | Kirghizistan e Vietnam entrano nel transito, ora 57 paesi |
Aggiornato:
L’unico precedente di quest’anno
Per la Russia l’esenzione valeva dal 15 settembre 2025 al 14 settembre 2026, una scadenza stretta quanto quella che aspetta tutti gli altri a fine anno.
Il 20 maggio 2026, quasi quattro mesi prima della scadenza, il ministero degli Esteri cinese ne ha annunciato la proroga, e non di un altro anno ma fino al 31 dicembre 2027.
Da questo non discende nulla sugli altri 48 paesi. Due cose si possono dire: decisioni di questo tipo arrivano qualche mese prima della scadenza, e l’orizzonte del 31 dicembre 2027 è già stato usato. Chi programma un viaggio per la primavera 2027 ha buone probabilità di sapere per tempo come stanno le cose, e non dovrebbe contarci.
Vale la pena aggiungere che le domande frequenti dell’ambasciata indicano ancora il 14 settembre 2026 per la Russia. Anche le pagine ufficiali restano indietro rispetto alle norme.
Domande frequenti
Serve il visto per la Cina agli italiani? No, fino al 31 dicembre 2026: con il passaporto ordinario si resta fino a 30 giorni a ogni ingresso.
Chi risiede in Italia con passaporto rumeno ha bisogno del visto? No: il passaporto rumeno ha la stessa esenzione di quello italiano.
E con passaporto ucraino o marocchino? Sì, in entrambi i casi serve il visto: né l’Ucraina né il Marocco sono nell’elenco, e nessuno dei due ha un accordo bilaterale con la Cina. Con passaporto serbo o albanese, invece, il visto non serve: 30 giorni per il primo, 90 ogni 180 per il secondo, in base agli accordi bilaterali.
Quanto si può restare in Cina senza visto? 30 giorni a ogni ingresso; il primo è il giorno dopo l’arrivo.
Quanto deve essere valido il passaporto? Per la durata del soggiorno previsto: l’esenzione non chiede sei mesi di validità residua.
Serve il visto per uno scalo in Cina? No. Restando nell’area delimitata dello scalo si può stare 24 ore. Oltre, il transito di 240 ore copre 57 paesi, ma richiede un biglietto di proseguimento verso un paese terzo.
Serve il visto per il transito in Cina? Vale la stessa risposta dello scalo. La condizione da guardare è la destinazione del biglietto successivo, che deve portare in un paese terzo e non riportare in Italia.
L’esenzione vale anche per Hong Kong e Macao? No. Entrambe hanno una frontiera propria. Hong Kong concede 90 giorni agli italiani, 30 ai marocchini e 14 agli ucraini; Macao fissa condizioni proprie.
Bisogna registrarsi presso la polizia? In albergo no, se ne occupa la struttura. In casa privata o in affitto sì, alla polizia locale entro 24 ore.
Cosa succede se si superano i 30 giorni? Un’ammonizione o, nei casi gravi, 500 yuan al giorno fino a 10 000, oppure da cinque a quindici giorni di trattenimento (articolo 78). Con un motivo fondato si chiede un permesso all’ufficio immigrazione della polizia locale prima della scadenza.
Quanto costa il visto per la Cina? Per un cittadino italiano 112,10 euro con la procedura ordinaria fino al 31 dicembre 2026, di cui 45 di visto e 67,10 di servizio; 157,50 con l’espressa e 179,70 con l’urgente.
Dove si fa il visto per la Cina? Nei centri visti cinesi di Roma e di Milano, dopo aver compilato il modulo online. Il centro di Firenze non esiste più dal 2024.


