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Scalo in Cina: quando serve il visto e quando no
Con passaporto italiano il regime di transito non serve: l’esenzione dei 30 giorni copre lo scalo. Quando serve, e perché chiede un volo verso un paese terzo.
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In questo articolo
Chi ha un passaporto italiano e uno scalo in Cina non ha bisogno del regime di transito. L’esenzione dei 30 giorni in vigore copre già il transito fra i suoi motivi, e vale fino alle 24:00 del 31 dicembre 2026.
Il transito diventerà la strada principale per gli italiani solo se l’esenzione non verrà prorogata.
La risposta breve, con passaporto italiano
L’esenzione copre già il transito
L’esenzione unilaterale dal visto elenca cinque motivi ammessi: affari, turismo, visita a parenti e amici, scambi e transito. Il transito è uno di essi, non un’eccezione da negoziare a parte. Lo dice la scheda dell’ambasciata cinese, aggiornata al 5 marzo 2026.
Un italiano che atterra a Pechino per ripartire il giorno dopo entra quindi come chiunque altro, con 30 giorni davanti a sé anche se ne userà uno solo. Per un giorno o due a terra, l’essenziale della città è nella guida di Pechino.
Il regime di transito non serve
I due schemi di transito, quello da 24 ore e quello da 240, esistono per chi non ha un’esenzione. Applicarsi volontariamente le loro condizioni significa accettare vincoli che non si è tenuti a rispettare: restare in area delimitata, o dover esibire un biglietto verso un paese terzo.
Chi ha diritto all’esenzione non deve dichiarare di essere in transito né chiedere nulla di speciale. Si presenta al controllo di frontiera e basta.
Quando invece serve
Tre casi, e solo tre.
Chi risiede in Italia con un passaporto che non entra in Cina senza visto: ucraino, moldavo, marocchino, colombiano, turco, statunitense. Per loro il transito è l’unica via senza visto. Serbi, albanesi e bosniaci non ne hanno bisogno: un accordo bilaterale li esenta già.
Chi viaggia dopo il 31 dicembre 2026, se l’esenzione non sarà prorogata.
E chi ha già esaurito le condizioni dell’esenzione, per esempio perché il motivo del viaggio non rientra fra quelli ammessi.

Le due regole di transito
I due schemi differiscono per durata e, soprattutto, per libertà di movimento. L’amministrazione per l’immigrazione le ha riassunte in una scheda del 20 agosto 2026.
| Transito di 24 ore | Transito di 240 ore | |
|---|---|---|
| Chi | tutte le nazionalità | 57 paesi, Italia compresa |
| Dove | tutti i valichi aperti | 65 valichi designati in 24 province |
| Quanto | 24 ore | 10 giorni |
| Movimento | solo l’area delimitata dello scalo | le zone consentite |
| Biglietto | proseguimento confermato verso un paese terzo | proseguimento confermato verso un paese terzo |
Aggiornato:
Non si sceglie compilando un modulo: si dichiara al controllo di frontiera al momento dell’ingresso, e l’agente verifica che le condizioni ci siano. Chi resta in area internazionale non dichiara nulla, perché non entra.
24 ore senza uscire
Vale ovunque e per chiunque. Serve un documento di viaggio valido e un biglietto di proseguimento confermato verso un paese terzo, e bisogna restare nell’area delimitata dello scalo. In pratica: la zona internazionale, senza passare il controllo passaporti.
Nessuna pratica, nessun modulo. È il regime che si applica da solo a chi cambia aereo e aspetta qualche ora. Dal 5 novembre 2025 vale anche, senza controlli di frontiera, negli aeroporti di Tianjin, Dalian, Nanchino, Fuzhou, Qingdao, Wuhan, Nanning, Haikou, Chongqing e Kunming.
240 ore, dieci giorni
Dieci giorni interi, per i cittadini di 57 paesi. L’ingresso avviene da uno dei 65 valichi designati, distribuiti in 24 province, e il soggiorno resta limitato alle zone consentite.
Le dieci giornate si contano dalle 00:00 del giorno dopo l’ingresso, secondo l’amministrazione dell’immigrazione. L’elenco è arrivato a 55 paesi con l’Indonesia il 12 giugno 2025, i valichi sono passati da 60 a 65 il 5 novembre 2025, e un annuncio del 20 agosto 2026 ha aggiunto Kirghizistan e Vietnam.

Si può uscire dall’aeroporto durante lo scalo?
Dipende interamente da quale regime si applica.
Con il transito di 24 ore
No. L’area delimitata dello scalo non si lascia. Chi vuole uscirne deve ottenere un permesso d’ingresso temporaneo dalla polizia di frontiera del valico, che lo rilascia caso per caso.
Non è una formalità automatica e non va data per scontata quando si programma una cena in città fra due voli.
Con quello di 240 ore
Sì, entro le zone consentite. Dieci giorni bastano per visitare la città dello scalo, per esempio Shanghai, e i dintorni ammessi, e le attività permesse sono le stesse del turismo ordinario.
Con l’esenzione dei 30 giorni
Sì, senza alcuna restrizione territoriale. Ed è precisamente il motivo per cui un italiano non ha interesse a passare dal transito: l’esenzione dà più libertà, più tempo e meno condizioni. Con un mese davanti, lo scalo può anche diventare un viaggio vero, su uno dei percorsi dell’itinerario in Cina. Anche per una sola sera in città conviene avere già un modo di pagare in Cina, perché quasi tutto si paga con il telefono.
La condizione del biglietto
Il biglietto verso un paese terzo
Entrambi gli schemi di transito richiedono un biglietto di proseguimento confermato, con data e posto, verso un paese terzo. Non verso il paese di partenza.
La condizione rispecchia lo scopo del transito, pensato per chi prosegue verso un altro paese.
Roma, Shanghai, Roma non soddisfa la condizione, per quanto lungo sia lo scalo intermedio. Nemmeno Milano, Pechino, Milano. Il biglietto successivo riporta nel paese di partenza, e questo esclude entrambi gli schemi.
Chi costruisce un viaggio intorno al transito deve quindi prenotare davvero un volo verso un terzo paese, e prenderlo. Il testo ufficiale parla di «paese (o regione) terzo»: Hong Kong, Macao e Taiwan valgono come destinazione, come indica l’operatore della stazione di West Kowloon, quindi Roma, Shanghai, Hong Kong funziona.
Cosa controlla la frontiera
L’agente verifica il documento, il biglietto successivo e la coerenza del motivo dichiarato. Se il motivo non corrisponde a quelli ammessi, o se ricorre un altro caso di inammissibilità previsto dalla legge, l’ingresso viene rifiutato.
Dove vale il transito di 240 ore
65 valichi in 24 province
L’amministrazione indica 65 valichi designati in 24 fra province, regioni autonome e municipalità: Pechino, Tianjin, Hebei, Liaoning, Heilongjiang, Shanghai, Jiangsu, Zhejiang, Fujian, Shandong, Henan, Hubei, Hunan, Guangdong, Guangxi, Chongqing, Sichuan, Yunnan, Shaanxi, Shanxi, Anhui, Jiangxi, Hainan e Guizhou. Dal 17 dicembre 2024 ci si può spostare da una all’altra durante i dieci giorni, secondo l’annuncio dell’amministrazione.
Gli ultimi cinque valichi, aggiunti il 5 novembre 2025, sono tutti nel Guangdong: il terminal traghetti di Pazhou a Canton, Hengqin, il ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao, il porto di Zhongshan e la stazione di West Kowloon della ferrovia per Hong Kong.
I 57 paesi
| Regione | Paesi | Fra cui |
|---|---|---|
| Europa | 40 | Italia, Svizzera, Regno Unito, Russia, Ucraina, Serbia, Albania, Bosnia |
| Asia | 9 | Giappone, Corea del Sud, Singapore, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Vietnam |
| America Latina | 4 | Brasile, Argentina, Cile, Messico |
| Nord America | 2 | Stati Uniti, Canada |
| Oceania | 2 | Australia, Nuova Zelanda |
Aggiornato:
Gli Stati Uniti ci sono, pur non avendo l’esenzione dei 30 giorni: per un americano il transito è, con i 30 giorni nella sola provincia di Hainan, l’unico modo di entrare senza visto.
L’elenco del transito è più largo di quello dell’esenzione, e non solo di poco. Ucraina, Serbia, Albania e Bosnia vi figurano pur restando fuori dall’esenzione unilaterale dei 30 giorni. Per un passaporto ucraino il transito è la prima opzione da considerare, prima ancora del visto. Serbia, Albania e Bosnia non ne hanno bisogno: un accordo bilaterale con la Cina li esenta già, 30 giorni dall’ingresso per la Serbia, 90 ogni 180 per Albania e Bosnia, secondo l’elenco del ministero degli Esteri cinese aggiornato al 29 maggio 2026.
Il Liechtenstein, che pure gode dell’esenzione dei 30 giorni, non è fra i 57. È l’asimmetria più singolare dei due elenchi: senza proroga, dal 1° gennaio 2027 a un cittadino del Liechtenstein resterebbe solo il transito di 24 ore.

I documenti da avere con sé
Passaporto e biglietto
Ordinario e valido. Titoli di viaggio, passaporti temporanei e d’emergenza non sono ammessi nel regime di esenzione, e per il transito valgono i documenti di viaggio riconosciuti.
Confermato, con data e posto assegnato. Una prenotazione aperta o una lista d’attesa non soddisfano la condizione.
La carta d’arrivo
Chi resta in transito diretto entro le 24 ore senza lasciare l’area delimitata è fra le sette categorie esentate dalla carta d’arrivo. Chiunque esca, invece, la compila: online prima di partire secondo l’avviso ufficiale, oppure ai totem del valico, oppure su carta. Per compilarla con il codice QR all’arrivo serve una connessione dati, e una eSIM installata prima di partire la garantisce.
È gratuita. L’amministrazione per l’immigrazione ha pubblicato il 5 dicembre 2025 un
avviso apposito: all’estero
sono comparsi siti che si spacciano per la piattaforma ufficiale e fanno pagare la
compilazione. L’indirizzo vero è s.nia.gov.cn/ArrivalCardFillingPC/.
Cosa si può fare durante i dieci giorni
Cosa è ammesso e cosa no
Turismo, affari, visite e incontri familiari. Sono le stesse del soggiorno ordinario, con la sola differenza della zona: ci si muove nelle aree consentite, non nell’intero paese.
Dieci giorni bastano per una città e i suoi dintorni.
Lavorare, studiare e fare attività giornalistica restano fuori, esattamente come nell’esenzione dei 30 giorni. Servono visti corrispondenti, richiesti in anticipo.
L’elenco degli scopi che l’ambasciata considera esclusi vale anche qui: imparare arti marziali, frequentare corsi di lingua, un tirocinio, riprese video.
Se si resta oltre
Superare la durata consentita ricade nell’articolo 78 della legge sull’ingresso e l’uscita: ammonizione e, nei casi gravi, 500 yuan al giorno fino a 10 000, oppure trattenimento da cinque a quindici giorni.
La sanzione non distingue fra chi è entrato con l’esenzione e chi con il transito.
Cosa cambia dopo il 31 dicembre 2026?
L’esenzione dei 30 giorni scade alle 24:00 del 31 dicembre 2026, e al 4 novembre 2026 nessuna proroga era stata annunciata. Il regime di transito non ha scadenza dichiarata: è una misura permanente, aggiornata di volta in volta.
Se l’esenzione non venisse prorogata, il transito di 240 ore non la sostituirebbe per un viaggio di andata e ritorno dall’Italia, perché resta la condizione del biglietto verso un paese terzo. Riprogettare il viaggio intorno a un terzo paese significa comprare un volo in più e prenderlo.
Per un viaggio nel 2027 conta quindi cosa si sa dell’esenzione, nella guida sul visto per la Cina.
Domande frequenti
Serve il visto per uno scalo in Cina? No, con passaporto italiano: fino al 31 dicembre 2026 l’esenzione dei 30 giorni basta anche per lo scalo.
Si può fare scalo in Cina senza visto? Sì. Chi non ha l’esenzione usa il transito di 24 ore, valido per tutte le nazionalità, o quello di 240 ore se il suo paese è fra i 57.
Si può uscire dall’aeroporto durante uno scalo in Cina? Con il transito di 24 ore no, salvo un permesso d’ingresso temporaneo rilasciato dalla polizia di frontiera. Con quello di 240 ore sì, entro le zone consentite. Con l’esenzione dei 30 giorni sì, senza restrizioni territoriali.
Come funziona lo scalo in Cina? Chi resta in area internazionale non passa il controllo passaporti e non entra nel paese. Chi esce passa la frontiera e rientra in uno dei regimi descritti sopra.
Quali documenti servono per lo scalo? Un passaporto ordinario valido; per i regimi di transito, anche un biglietto confermato, con data e posto, verso un paese terzo.
Quanto dura il transito senza visto? 24 ore senza lasciare l’area delimitata; 240 ore, cioè dieci giorni, per i cittadini dei 57 paesi ammessi.
Il biglietto di ritorno in Italia vale come proseguimento? No. Il volo successivo deve portare in un paese terzo, e un rientro in Italia non lo è, qualunque sia la durata dello scalo.
Serve la carta d’arrivo per uno scalo? No, se resti entro 24 ore nell’area delimitata: è uno dei sette casi esentati. Negli altri casi sì, ed è gratuita.
In quali aeroporti vale il transito di 240 ore? In 65 valichi di 24 province, tra cui gli aeroporti di Pechino e Shanghai; le province sono elencate nella sezione sui valichi, e ci si può spostare dall’una all’altra.
Cosa succede allo scalo dopo il 31 dicembre 2026? Il regime di transito resta, perché non ha scadenza. A scadere è l’esenzione dei 30 giorni, e il transito non la sostituisce: richiede un biglietto verso un paese terzo.
Si può portare un power bank durante uno scalo in Cina? Sì, nel bagaglio a mano. Sui voli interni cinesi, dal 28 giugno 2025, sono ammessi solo power bank con il marchio 3C e non si possono usare in volo, secondo l’aviazione civile cinese; la regola riguarda i voli interni, quindi conta se lo scalo prosegue con un volo nazionale.


